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VIDEO | Firmato il Manifesto contro l’inquinamento dell’acqua: “Sono più di 10mila le sostanze chimiche, priorità salute e ambiente”

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ROMA – Tutelare i diritti dei cittadini con azioni concrete per affrontare una delle sfide ambientali e sanitarie più complesse del nostro tempo. Questo l’obiettivo del Manifesto “Verso l’eliminazione dei PFAS” sottoscritto da Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia, Legambiente, la principale associazione ambientalista italiana e Consumers’ Forum, che riunisce le più importanti associazioni dei consumatori e imprese del settore, firmato oggi a Roma presso il Senato della Repubblica. All’evento hanno preso parte anche Valeria D. Di Giorgi Gerevini, in rappresentanza del Ministero della Salute, Giuseppe Bortone, Direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS e Luca Lucentini, Direttore del Centro Nazionale per la Sicurezza dell’Acqua (ISS). 

I PFAS, un gruppo di oltre 10.000 sostanze chimiche sintetiche utilizzate per la produzione di materiali resistenti e durevoli, sono ampiamente presenti in rivestimenti e prodotti di uso quotidiano. La loro elevata stabilità chimica li rende persistenti nell’ambiente e difficili da degradare, con conseguenze rilevanti per la salute dei cittadini e per la gestione dei servizi pubblici. Negli ultimi anni, diverse istituzioni internazionali hanno definito linee guida sempre più stringenti per limitarne la diffusione, introducendo valori limite e misure di contenimento.

In questo contesto, il Manifesto promuove un approccio basato su evidenze scientifiche e dati certi e sottolinea l’importanza della collaborazione tra imprese, istituzioni, associazioni e cittadini. Tra le principali azioni proposte dai sottoscrittori vi sono l’eliminazione e la progressiva sostituzione dei PFAS con alternative più sicure, accompagnate dalla definizione di un quadro normativo di medio-lungo periodo, capace di orientare l’innovazione industriale verso soluzioni sostenibili. Centrale è inoltre l’applicazione del principio “chi inquina paga”, per evitare che i costi della gestione e del trattamento ricadano sulla collettività, insieme alla promozione della ricerca e dello sviluppo di alternative efficaci nel rispetto della salute umana e dell’ambiente. 

Il Manifesto punta anche al rafforzamento delle soluzioni tecnologiche per la riduzione e l’abbattimento dei PFAS nei sistemi di trattamento delle acque e dei rifiuti, nonché sul sostegno ai percorsi di transizione del sistema industriale e dei gestori dei servizi, anche attraverso strumenti finanziari dedicati. Il documento promuove un’ambiziosa armonizzazione delle normative a livello europeo basata sul principio di precauzione e sulle conoscenze aggiornate del quadro REACH (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle sostanze chimiche), che rimane uno degli strumenti più efficaci dell’Ue per la gestione del rischio chimico.

Utilitalia, Legambiente e Consumers’ Forum, attraverso la firma del Manifesto, si impegnano a promuovere tra i propri aderenti, le istituzioni, le imprese e le rappresentanze sociali, gli obiettivi indicati, rafforzare una responsabilità condivisa e tutelare la salute delle persone e dell’ambiente.

“I gestori del servizio idrico – spiega Barbara Marinali, Vicepresidente vicario di Utilitalia – monitorano costantemente la presenza dei PFAS nelle acque che distribuiscono e hanno avviato investimenti importanti per il loro abbattimento, avvalendosi delle migliori tecnologie disponibili a tutela della salute pubblica. Con questo Manifesto, la Federazione intende sostenere l’impegno degli operatori del servizio idrico nella gestione di un problema la cui soluzione non può che essere la prevenzione. Sono necessarie l’eliminazione totale dei PFAS e l’applicazione del principio ‘chi inquina paga’: i costi non possono ricadere esclusivamente sugli operatori dei servizi idrici, quindi sulle tariffe a carico dei cittadini”.

“Il Manifesto rappresenta per Legambiente un nuovo e importante punto di partenza: l’avvio di una collaborazione che rafforza e rinnova l’impegno dell’associazione nel contrastare la piaga dei PFAS, in piena continuità con le vertenze che da anni portiamo avanti nei territori maggiormente colpiti” – sostiene Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente. “Vogliamo trasformare l’esperienza maturata sul campo in un’azione condivisa e capace di incidere in modo strutturale, assumendoci una responsabilità chiara verso comunità, ambiente e generazioni future. Al centro resta un principio per noi imprescindibile: ‘chi inquina paga’, perché i costi dell’inquinamento non possono ricadere sui cittadini ma su chi ha generato il danno”. 

“Come Consumers’ Forum – evidenzia il presidente Furio Truzzi – siamo molto felici di promuovere l’adesione al Manifesto dei nostri soci che lo desiderano e di quante altre associazioni dei Consumatori del CNCU e imprese non associate che lo vorranno. Lo scopo comune, insieme a Utilitalia e Legambiente, è quello di contribuire a diffondere la sostenibilità ambientale e sociale e nella tutela dei diritti dei cittadini, promuovendo iniziative comuni per ridurre e sostituire i PFAS, consapevoli che la portata di questa sfida richieda il contributo più ampio possibile”.
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