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Un portico per rivivere il mito classico: Rubner Haus al Fuorisalone

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Il progetto dell’architetta Annabel Karim Kassar

Milano, 21 apr. (askanews) – Il mito, il legno, la natura. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano la grande installazione che Rubner Haus ha voluto portare al Fuorisalone di Milano e che, nell’Orto botanico di Brera, che di per sé è un luogo estremamente affascinante, guarda alla classicità, tanto delle forme quanto per delle suggestioni evocate.”Il progetto – ha detto ad askanews Martin Oberhofer, CEO Ruben Haus – nasce dalla collaborazione con l’architetto Annabel Karim Kassar che ha voluto reinterpretare il leggendario Giardino delle Esperidi e noi l’abbiamo realizzato, questo portico centrale, nell’Orto botanico con 24 assi in legno di abete con una lunghezza di 16 metri e un’altezza di 3,66 metri. Abbiamo utilizzato il legno sempre certificato e diventa un posto magico che mette in armonia il legno, la luce e lo spazio. Questo investimento al Fuorisalone fa parte della nostra strategia di posizionamento: vogliamo rafforzare il nostro posizionamento sul lato qualità, sostenibilità e sul lato delle costruzioni all’avanguardia dal punto di vista tecnico”.Nel giardino del mito crescevano le mele d’oro e ci si confrontava con l”immortalità, oggi si guarda alla crisi climatica e a una relazione da ricostruire con l’ambiente vivo che ci circonda. “È stato molto interessante per me – ha aggiunto Annabel Karim Kassar – confrontarmi con la dimensione del mito, il mito dei giardini perduti che erano i primi giardini, come quello delle Esperidi, che era il luogo dove viveva Era, madre della Terra e dove venivano anche le ninfe per trovare il cibo”.Per Rubner Haus la sfida è stata quella di realizzare la visione dell’architetta, ma con un progetto ad alta sostenibilità, che guarda all’economia circolare. E, in questa prospettiva, lo spazio dell’Orto botanico diventa ancora più significante e, al tempo stesso, anche significato. “È un luogo poetico – ha concluso Gilda Bojardi, direttrice di Interni – un luogo che conserva, un luogo affascinane che va sempre tutelato e il nostro evento di quest’anno ha un titolo, che è ‘Materiae’ e qui la materia è la natura”.Ed è la natura anche a fornire la materia prima a Rubner Haus, che in qualche modo chiude il proprio percorso di restituzione impegnandosi per ridurre le emissioni e salvaguardare la terra, che era cara alle dee che popolavano il giardino delle Esperidi.

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