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Ucraina, Putin delegittima Zelensky: negoziati? Sì, ma con chi?

AttualitàUcraina, Putin delegittima Zelensky: negoziati? Sì, ma con chi?

La conferenza in Svizzera “serve all’Occidente per legittimarlo”
Milano, 24 mag. (askanews) – Nel giorno in cui Reuters, citando quattro fonti, avanza l’ipotesi della possibilità reale di una volontà russa di trattare su Kiev, il leader del Cremlino Vladimir Putin replica indirettamente con un commento pesantissimo sul collega ucraino Volodymyr Zelensky: “Se si arriva a questo, dobbiamo ovviamente capire con chi abbiamo a che fare e con chi possiamo trattare per firmare documenti giuridicamente vincolanti, e poi dobbiamo essere completamente sicuri che abbiamo a che fare con autorità legittime”.
Nello stile che gli è più congeniale, Putin dichiara Zelensky un soggetto non affidabile per gli accordi, insomma. E dunque gli stessi negoziati non sono nemmeno un argomento. Oltre a rincarare poi la dose: “Penso che uno degli obiettivi della conferenza annunciata in Svizzera, sia proprio che la comunità occidentale, sponsor dell’odierno regime di Kiev, confermi la legittimità dell’attuale capo di Stato (Zelensky, ndr)”.
Alla fine dell’incontro di due giorni con il collega bielorusso Aleksander Lukashenko, il presidente russo ha sottolineato che se verranno firmati documenti di pace, la Russia dovrà assicurarsi di trattare con le autorità legittime dell’Ucraina. E ritiene che la risposta alla questione della legittimità del potere in Ucraina debba essere ricercata nella Costituzione del paese e che sia necessaria un’analisi giuridica. Insomma, Putin e Zelensky allo stesso tavolo è un’immagine difficile persino da immaginare. “Io sono giunto alla conclusione che i negoziati di pace dovrebbero essere scelti non con l’aiuto di un ultimatum, ma con l’aiuto del buon senso, e dovrebbero essere basati sul buon senso”, aggiunge.

Putin – proseguendo sempre con lo stesso stile – ha detto anche che le esercitazioni di guerra nucleare organizzate in Russia questa settimana non dovrebbero essere interpretate come un’escalation: la Russia organizza regolarmente esercitazioni simili. “Rispettiamo pienamente tutti i nostri obblighi nel campo delle armi nucleari. Non c’è nulla che violeremmo. Non c’è nulla di insolito rispetto al lavoro della stessa Nato”, ha dichiarato. Secondo Putin, l’unica differenza rispetto alle esercitazioni precedenti è che a queste partecipa anche Minsk. “L’unica differenza è che dopo aver dispiegato parte del potenziale nucleare non strategico sul territorio della Bielorussia, le stiamo conducendo insieme ai nostri alleati bielorussi”, ha detto il leader russo ai giornalisti.
La Russia ha dichiarato l’anno scorso che avrebbe collocato le proprie armi nucleari in Bielorussia, “un alleato affidabile e un partner strategico”. E ora, dice Putin, “un gruppo regionale congiunto di truppe è stato dispiegato sul territorio bielorusso con i moderni sistemi di difesa russi e le armi nucleari tattiche: tutto ciò copre in modo affidabile i confini occidentali dei nostri paesi e l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva”.

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