MELONI ALLA CAMERA. UCRAINA, LIBANO ED EUROPA
In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, Giorgia Meloni detta la linea di politica estera alla Camera. Sull’Ucraina la premier ribadisce il fermo sostegno a Kiev e il sì alle sanzioni alla Russia e avverte: “Per mediare con Mosca serve una figura autorevole europea”. Sul Medio Oriente, parole chiare: “L’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne”, condannando fermamente gli attacchi a Unifil in Libano. Infine, Meloni attacca l’Europa dei “burocrati” e dice sì all’allargamento, ma l’ingresso di Kiev non deve passare avanti ai Balcani occidentali.
LA PREMIER CONTRO IL GRUPPO DI VANNACCI
Scontro aperto alla Camera tra Giorgia Meloni e i deputati di Roberto Vannacci. Durante le repliche in aula, la premier ha attaccato frontalmente gli uomini di Futuro Nazionale: “Avete votato sei volte contro la fiducia insieme alle opposizioni – ha detto Meloni – non siete la vera destra, siete solo funzionali alla sinistra”. Il confronto avviene proprio a ridosso di un appuntamento chiave: questo sabato e domenica, infatti, si terrà a Roma l’assemblea costituente del movimento di Vannacci. Il partito del generale ha invitato i leader di maggioranze e opposizioni a partecipare, ma non ha ricevuto nessuna adesione.
L.ELETTORALE. ALLA CAMERA 771 EMENDAMENTI ALLA RIFORMA
Legge elettorale, si entra nel vivo. In Commissione Affari costituzionali alla Camera sono arrivati 771 emendamenti, praticamente tutti dalle opposizioni. Pd, M5s, Avs hanno depositato emendamenti unitari, sottoscritti anche da Iv. Sono 322 le proposte soppressive. Il centrosinistra propone anche il voto per i fuori sede. Dalla maggioranza solo 4 emendamenti comuni sul nodo Trentino Alto Adige, sull’indicazione del capo della coalizione, sull’obbligo di candidatura al proporzionale anche per i listini. Dalla componente Maie proposte sul voto degli italiani all’estero. Dai ‘Vannacciani’ un emendamento sulle preferenze. Dalla prossima settimana si vota. Il 26 giugno la riforma è attesa in Aula.
LA POLITICA RICORDA ENRICO BERLINGUER
A 42 anni dalla sua scomparsa, la politica ricorda Enrico Berlinguer, lo storico leader del Pci. Parole di profondo rispetto sono arrivate dalla premier Giorgia Meloni e dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ne hanno sottolineato la caratura morale. Sul fronte dell’opposizione, una delegazione del Partito Democratico si è recata questa mattina al cimitero romano di Prima Porta per deporre dei fiori e raccogliersi davanti alla sua tomba. “Ricordarlo- dice Nicola Fratoianni di Avs- vuol dire fare in modo che sia sempre attuale”.
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