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Il Financial Times: “Gli Stati Uniti minacciano di bloccare il sistema di approvvigionamento di armi all’Ucraina”

Con l'obiettivo di fare pressione su Kiev affinché interrompa i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche russe

L’accordo déjà-vu: quasi un mese fa Trump aveva annunciato la stessa tregua, invano

Il 14 settembre Trump annunciò l'accordo per un cessate il fuoco "energetico" tra Russia e Ucraina, provando a forzare la tregua ma senza risultati. Oggi, dopo l'accordo per la fornitura di gasolio con la Russia, il contesto potrebbe essere diverso

Almeno 139 migranti morti (di cui 15 bambini) su una barca capovolta al largo del Gibuti

Il naufragio risale alla notte tra l'8 e il 9 ottobre. Lo ha reso noto L’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Ci sono circa 84 dispersi. Sull'imbarcazione erano più di 300

Trump: “Russia e Ucraina hanno raggiunto una tregua energetica”

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Scontri a Torino, fuori dal carcere gli arrestati: Simionato ai domiciliari, obbligo di firma per gli altri due. Salvini: “Vergogna”

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ROMA – Angelo Francesco Simionato potrà presto uscire dal carcere e scontare la pena detentiva a casa. Fuori anche Matteo Campaner e Pietro Desideri, a cui spetterà l’obbligo di firma. Tutti e tre i partecipanti alla manifestazione di Torino di sabato scorso, finiti in manette dopo i violenti disordini e scontri contro gli agenti di polizia, in definitiva escono dal carcere Lorusso e Cutugno. Lo ha deciso oggi, mercoledì 4 febbraio, il Gip Irene Giani, nell’udienza di convalida dell’arresto.

COSA HANNO FATTO

Le accuse per Simionato, il 22 enne della provincia di Grosseto, sono di concorso in lesioni e rapina: c’era anche lui nel gruppetto di aggressori dell’agente Alessandro Calista. Anche se dai video del pestaggio non emergerebbe un suo ruolo attivo nelle violenze contro il poliziotto, sarebbe stato proprio Simionato a sottrargli il casco e lo scudo protettivo. Gli aggressori materiali restano ancora ignoti: proseguono le indagini e l’esame dei filmati che riprendono le violenze, così come la raccolta di testimonianze degli agenti presenti nelle vicinanze nel momento del pestaggio.Devono invece rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale sia Campaner, 35enne di Grugliasco, sia Desideri, torinese di 31 anni, che hanno partecipato al lancio di pietre e bottiglie verso le forze dell’ordine.

“UNA GUERRIGLIA URBANA PREORDINATA E ORGANIZZATA”

Per il Gip Giani, quella avvenuta sabato 31 gennaio a Torino è stata una vera e propria “guerriglia urbana”, scaturita da “un’azione evidentemente preordinata e organizzata” da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. Lo riportano i testi delle ordinanze relative alla posizione dei tre arrestati. Nei documenti la giudice ha anche fatto riferimento alla “brutale aggressione” subita da una troupe di giornalisti.

SALVINI: “GIÀ A PIEDE LIBERO, VERGOGNA”

“Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”. È il commento a caldo sui social del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che accompagna la notizia della scarcerazione dei tre arrestati per gli scontri pro-Askatasuna.

Già a piede libero. VERGOGNA. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale. pic.twitter.com/OePwiqcT7k— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) February 4, 2026

APERTO UN FASCICOLO CONTRO IGNOTI PER DEVASTAZIONE: A CACCIA DI 1.500 RESPONSABILI

La procura, intanto, ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di devastazione: nel mirino i 1.500 persone che hanno manifestato in modo violento, danneggiando corso Regina per 164 mila euro, questa infatti è la stima dei danni solo ai beni pubblici quantificata dal sindaco Stefano Lo Russo. Gli investigatori della Digos sono al lavoro per identificare i responsabili analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza e i video caricati sui social.

IL LEGALE DI SIMIONATO: “PRONTI AL RICORSO”

“La gip ha ritenuto che ci fossero indizi sufficienti per il reato di lesioni, anche se ha riconosciuto un ruolo marginale del mio assistito. Per questo faremo ricorso al tribunale del riesame perché a nostro parere non ha nessun ruolo neanche nelle lesioni al poliziotto”: così si è espressa Elisabetta Montanari, avvocata della difesa del 22enne coinvolto nell’aggressione all’agente Calista. Per l’accusa di rapina invece, riferita alla sottrazione del casco al poliziotto, “la giudice ha ritenuto non vi fossero indizi sussistenti per applicare una misura riferita a questo reato”, ha aggiunto.

L’AVVOCATO DI CAMPANER: “ESTRENO AGLI INDICENTI, VALUTIAMO IL RIESAME”

“Siamo contenti della decisione del giudice, anche se riteniamo di essere del tutto estranei agli incidenti. Per questo valuteremo la possibilità di ricorrere al tribunale del riesame”: sono invece le parole di Stefano Coppo, difensore di Matteo Campaner, il 35enne di Grugliasco arrestato per gli scontri del 31 gennaio al termine del corteo Pro Askatasuna. Per lui ora si appresta la scarcerazione con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria perché resta indagato per resistenza e violenza pubblico ufficiale. Ma all’udienza di convalida il venditore di dolciumi ha negato qualsiasi coinvolgimento in azioni contro le forze dell’ordine e ha espresso una dura condanna all’aggressione del poliziotto Calista.
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