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Mourinho, espulsione e rissa con panchina Porto: “Mi hanno chiamato traditore”

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(Adnkronos) –
Espulsione e rissa per José Mourinho. Il tecnico portoghese, oggi al Benfica, è stato protagonista, suo malgrado, della sfida contro il Porto, valida per la 25esima giornata di Primeira Liga, che è riuscito a rimontare nel finale da 0-2 fino al definitivo 2-2. 

Proprio negli istanti successivi al gol del pareggio firmato da Barreiro all’88’, Mourinho ha avuto un’accesa lite con la panchina del Porto, dopo aver calciato un pallone nella loro direzione, rimediando un cartellino rosso e lanciando accuse. A spiegare l’accaduto è stato proprio l’ex allenatore, tra le altre, di Inter e Roma: “Un tizio dalla panchina del Porto mi ha chiamato traditore 50 volte. Vorrei una spiegazione: sono un traditore come? Come?”, ha detto in conferenza stampa, alludendo al suo passato da allenatore del Porto, storico rivale proprio del Benfica e con cui ha vinto una Champions League nel 2004. 

“Quando ero al Porto ho dato l’anima per il Porto. Sono andato al Chelsea e ho dato l’anima per il Chelsea. Sono andato al Real Madrid e ho dato l’anima per il Real Madrid”, ha spiegato Mourinho, “Poi Inter, Fenerbahce, sono stato in giro per il mondo e sempre dato l’anima, la mia vita, 24 ore al giorno, tutti i giorni. Questo si chiama professionismo. Una cosa sono gli insulti dei tifosi del Porto. Gli stessi tifosi che, qualche anno fa, si inginocchiavano ai miei piedi quando venivo in città”.  

“Non ho problemi con i loro insulti”, ha continuato Mourinho, “ma un mio collega che mi chiama traditore… perché dovrei essere un traditore? Perché do tutto al Benfica? In che modo sono un traditore? Non mi è piaciuto”. 

 

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