lunedì, 12 Ottobre , 26

Il Financial Times: “Gli Stati Uniti minacciano di bloccare il sistema di approvvigionamento di armi all’Ucraina”

Con l'obiettivo di fare pressione su Kiev affinché interrompa i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche russe

L’accordo déjà-vu: quasi un mese fa Trump aveva annunciato la stessa tregua, invano

Il 14 settembre Trump annunciò l'accordo per un cessate il fuoco "energetico" tra Russia e Ucraina, provando a forzare la tregua ma senza risultati. Oggi, dopo l'accordo per la fornitura di gasolio con la Russia, il contesto potrebbe essere diverso

Almeno 139 migranti morti (di cui 15 bambini) su una barca capovolta al largo del Gibuti

Il naufragio risale alla notte tra l'8 e il 9 ottobre. Lo ha reso noto L’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Ci sono circa 84 dispersi. Sull'imbarcazione erano più di 300

Trump: “Russia e Ucraina hanno raggiunto una tregua energetica”

Il breve messaggio di Trump si limita ad affermare che il cessate il fuoco entra in vigore immediatamente e che entrambe le parti lo hanno concordato. "Non infrangetelo!"
HomeMondoLe “sciocchezze” di Netanyahu, i no di Vance: il New York Times...

Le “sciocchezze” di Netanyahu, i no di Vance: il New York Times racconta come Trump ha deciso di (ri)scatenare la guerra in Iran

-

ROMA – L’incontro si è tenuto nella Situation Room – scelta insolita per un leader straniero – e il cerchio dei partecipanti era stato tenuto deliberatamente ristretto per evitare fughe di notizie. Assente persino il vicepresidente Vance, bloccato in Azerbaigian. Dietro Netanyahu comparivano in videoconferenza il direttore del Mossad Barnea e ufficiali militari israeliani: un’immagine costruita, quella di un leader in tempo di guerra circondato dalla propria squadra. Ecco come è lievitata a decisione – ferale – di (ri)cominciare la guerra in Iran. Una decisione che di fatto sta sconvolgendo il Medio Oriente e ha ripercussioni su tutto il mondo. Il New York Times ricostruisce il dietro le quinte con una lunga inchiesta.La presentazione di Netanyahu durava un’ora – racconta il Nyt – e puntava su un’unica tesi: l’Iran era maturo per il cambio di regime. Il programma missilistico sarebbe stato distrutto in poche settimane, il regime sarebbe stato troppo indebolito per bloccare Hormuz, e le proteste di piazza – alimentate dal Mossad – avrebbero potuto rovesciarlo dall’interno. Venne persino mostrato un video con i possibili successori, tra cui Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià. Trump ascoltò e disse: “Mi sembra un’ottima cosa”. Per Netanyahu, era di fatto un via libera.La notte stessa, l’intelligence americana lavorò per verificare le affermazioni israeliane. Il giorno dopo, il 12 febbraio, si tenne una seconda riunione, solo con funzionari americani. Il direttore della CIA Ratcliffe usò una parola sola per descrivere gli scenari di cambio di regime proposti da Netanyahu: “farseschi”. Rubio tradusse: “Sciocchezze”. Il generale Caine aggiunse che gli israeliani esageravano sistematicamente con le promesse. Trump prese atto, ma decise che le parti 1 e 2 del piano – uccidere l’ayatollah e smantellare l’esercito iraniano – restavano obiettivi validi. Il cambio di regime sarebbe stato “un loro problema”.All’interno dell’amministrazione le posizioni erano chiare. Hegseth era il più bellicoso. Rubio ambivalente, ma non si oppose. Wiles aveva preoccupazioni soprattutto per i prezzi del gas e le elezioni di midterm, ma alla fine si allineò. Il generale Caine illustrava i rischi con precisione chirurgica, dall’esaurimento delle munizioni alla minaccia di Hormuz, senza mai dire esplicitamente che la guerra fosse una cattiva idea. Trump sembrava sentire solo ciò che voleva sentire.L’unico oppositore convinto era Vance. Aveva costruito la sua carriera politica contro esattamente questo tipo di intervento. Definì la guerra “una distrazione enorme” e “enormemente costosa”, avvertì del rischio di caos regionale, del logoramento degli arsenali americani, dell’imprevedibilità della reazione iraniana quando la sopravvivenza del regime fosse in gioco. Sapendo che Trump probabilmente avrebbe agito comunque, cercò almeno di limitarne la portata. Non ci riuscì.A fine febbraio arrivò la notizia che accelerò tutto: l’ayatollah sarebbe stato esposto in superficie, in pieno giorno, per un incontro con altri alti funzionari. Un’occasione irripetibile. Kushner e Witkoff, rientrati da Ginevra dopo l’ultimo ciclo di negoziati con gli iraniani, riferirono a Trump che un accordo diplomatico era teoricamente possibile, ma avrebbe richiesto mesi. Gli iraniani avevano persino rifiutato un’offerta di combustibile nucleare gratuito, definendola un attacco alla loro dignità.Il 26 febbraio, nell’ultima riunione della Situation Room, Trump fece un giro di tavolo. Vance disse che la considerava una cattiva idea, ma avrebbe sostenuto il presidente. Tutti gli altri si adeguarono, ciascuno a modo suo. Rubio precisò che se l’obiettivo era il cambio di regime non andava fatto, ma se era distruggere il programma missilistico era raggiungibile. Il generale Caine espose i rischi, non espresse un’opinione. Trump decise.Il pomeriggio del 27 febbraio, 22 minuti prima della scadenza fissata dal generale Caine, dall’Air Force One partì l’ordine: “L’operazione Epic Fury è approvata. Nessuna interruzione. Buona fortuna”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

ALTRI POST

Ilary si sposa a Ravello, Totti festeggia con Noemi: ma quei “5 anni di noi” non tornano

Foto IG Gabriele Parpiglia ROMA – Ilary Blasi si sposa a Ravello e, nelle stesse ore, Francesco Totti festeggia cinque anni d’amore con Noemi Bocchi....

L’Iran smentisce un coinvolgimento nel conflitto in Yemen

ROMA - L'Iran ha negato oggi qualsiasi coinvolgimento nel conflitto armato che contrappone in Yemen le forze houthi a quelle del governo sostenuto dall'Arabia Saudita....

Ucraina, la guerra sfiora la Polonia: drone su un treno al confine. Minacciato anche un mezzo con delegati europei

ROMA - Gli attacchi russi attivano la massima allerta al confine con la Polonia, dove un raid solo ieri, domenica 13 settembre, ha colpito una...

IA e rischio apocalisse? Trump contro chi ‘gufa’: “Forze molto negative”; per la Cina è solo ‘tattica da Guerra Fredda’

ROMA - Sono passati appena 5 giorni dall'annuncio sui social di un giovane e anonimo ricercatore nel campo delle IA del suo 'ritiro' dai laboratori di Anthropic...
spot_img

POST POPOLARI