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La testimonianza: “A Gaza morire è l’unico modo per restare umani”

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ROMA – “A Gaza oggi non si vive. Si cerca di sopravvivere. E anche questo, ormai, è diventato un privilegio”. È la denuncia di Yousef Hamdouna, operatore palestinese di Educaid e membro di AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, intervenuto oggi durante la manifestazione ‘Stop Rearm’ a Roma.

Hamdouna ha raccontato la drammatica esperienza di un volontario della protezione civile a Gaza: “Ha rischiato la vita per dare un nome e una sepoltura ai corpi rimasti sotto le macerie. Mi ha detto: ‘Qui la morte è diventata così normale da non riuscire più a fermarci nemmeno davanti a un corpo a terra. Forse morire è l’unico modo per restare umani'”.

AOI ha ribadito il proprio impegno: “Stiamo con chi resiste, con chi lavora ogni giorno per sopravvivere con dignità, per autodeterminarsi. Gaza non è solo un’emergenza umanitaria: è il banco di prova della giustizia internazionale. Difendere Gaza oggi significa difendere la nostra umanità”.
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