Nel periodo 2026-2027, il settore manifatturiero italiano avrà l’opportunità di riprendere una crescita moderata, con un incremento medio annuo dell’1% a prezzi stabili, dopo un 2025 che continuerà a mostrare segni di contrazione (-1%), sebbene in misura minore rispetto al calo registrato nel biennio 2023-2024 (-2,6% in media annua). Questo è quanto riportato nel centottantesimo Rapporto sull’Analisi dei Settori Industriali da parte di Intesa Sanpaolo e Prometeia.
Le previsioni indicano un miglioramento del mercato interno, sia riguardo ai consumi, che rimarranno deboli nel 2025, sia per quanto riguarda gli investimenti, che beneficeranno delle buone condizioni finanziarie delle imprese. I margini e la redditività, anche se si stanno ridimensionando rispetto ai massimi del triennio 2021-2023, supereranno comunque i livelli dell’anno 2019.
Secondo lo studio, in un contesto globale ancora caratterizzato da incertezze, il supporto della domanda europea sarà cruciale, sostenuto dal calo dell’inflazione e dalla ripresa dell’economia tedesca, un mercato significativo per la maggior parte dei settori industriali in Italia.
Il rilancio del commercio intra-Ue potrà infatti attenuare la debolezza degli scambi internazionali, che influenzerà l’andamento delle esportazioni di beni manifatturati nel 2025 (+0,9% a prezzi costanti), dopo un inizio d’anno più attivo (+2,4% a prezzi costanti tra gennaio e luglio), anche a causa dell’anticipo delle vendite nel mercato americano in risposta alla minaccia di tariffe.
La tenuta delle esportazioni, nonostante un incremento delle importazioni, permetterà un progressivo miglioramento del saldo commerciale del settore manifatturiero italiano, che si stabilirà oltre i 113 miliardi nel 2027, avvicinandosi ai livelli massimi del 2023.
Analizzando i diversi settori, il quadro per il 2025 appare variegato, con risultati migliori per il settore farmaceutico (+3% di crescita del fatturato a prezzi costanti), per il settore elettrotecnico (+1,7%) e per quello alimentare e delle bevande (+1,1%), mentre persistono criticità significative per il sistema moda (-3,5%) e per il settore automobilistico e motociclistico (-9%).
Nel panorama prospettico al 2027, le aree con maggiori opportunità di crescita saranno quelle connesse alla doppia transizione, come l’elettronica (con un incremento del fatturato deflazionato a un ritmo del +2,2% medio annuo nel biennio 2026-2027), meccanica (+2,2%), automotive e motocicli (+2%) ed elettrotecnica (+1,9%), oltre ai settori con una domanda interna ed estera più viva, come il largo consumo (+1,7%) e il farmaceutico (+1,5%).
Ciro Di Pietro

