ROMA – Il Tribunale Usa ha sospeso le sanzioni contro la relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese. È lei stessa ad annunciarlo su X, riportando le motivazioni del giudice, Richard Leon, che sottolineano come “Proteggere la Libertà di espressione è sempre nell’interesse pubblico”.
“Grazie a mia figlia e a mio marito per essersi fatti avanti per difendermi, e a tutti coloro che hanno aiutato finora. Insieme siamo Uno”, conclude.
BREAKING! US court ha suspended the US sanctions against me!
As the judge says: "Protecting the Freedom of speech is always just the public interest".
Thanks to my daughter and my husband for stepping up to defend me, and everyone who has helped so far.Together we are One. pic.twitter.com/z6L3tb7Esp
— Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt (@FranceskAlbs) May 13, 2026
Le sanzioni erano state imposte dal presidente Donald Trump a luglio 2025 in seguito alla “raccomandazione non vincolante alla Corte penale internazionale di perseguire i crimini di guerra contro i cittadini israeliani e americani” da parte di Albanese, si legge nel documento condiviso su X.
Lo scorso febbraio Massimiliano Cali, marito della relatrice, insieme alla figlia, ha intentato causa sostenendo che le sanzioni violassero i diritti di libertà di espressione. Il giudice ha accolto la contestazione, valutando la misura potrebbe essere una violazione del Primo Emendamento che, invece, protegge questo diritto. Tra le misure comprese in queste sanzioni limitazioni bancarie e finanziarie e il divieto di ingresso negli Stati Uniti.
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