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Il generale Almasri arrestato a Tripoli: è accusato di torture e di un omicidio

MondoIl generale Almasri arrestato a Tripoli: è accusato di torture e di un omicidio

ROMA – La procura generale libica ha ordinato l’arresto di Almasri. Lo riportano alcune testate libiche, tra cui, Libya Alahrar TV e Libya24. Osama Njeem Almasri è stato rinviato a giudizio “per tortura dei rifugiati e la morte di uno di loro sotto tortura”, spiegano le testate.

“La Procura- si legge sulle pagine web di LibyaAlahrar Tv- ha ordinato la custodia cautelare di Osama Anjim, capo del Dipartimento per le Operazioni Giudiziarie e la Sicurezza, in attesa delle indagini”. E ancora: “La Procura ha spiegato che Anjim è accusato di aver violato i diritti dei detenuti presso l’Istituto Centrale Correzionale e Riabilitativo di Tripoli, provocando la morte di un detenuto a causa della tortura”. A supportare l’accusa ci sarebbero decine di segnalazioni ricevute da detenuti che “sostenevano di essere stati sottoposti a tortura e trattamenti crudeli, inumani e degradanti”. Di qui la misura presa con l’accusa di omicidio e tortura.

La testata libica ricorda poi che il 18 gennaio scorso, la Corte Penale Internazionale aveva emesso un mandato di arresto per Almasri “per diverse accuse, tra cui quelli che ha classificato come crimini di guerra, come omicidio e stupro, e altri crimini classificati come crimini contro l’umanità, in particolare omicidio volontario e persecuzione”.

GIANASSI (PD): “LIBIA PIÙ AVANTI DELL’ITALIA, IL GOVERNO MELONI SI VERGOGNI”

“Mentre il governo italiano ha fatto liberare e fuggire un criminale responsabile di omicidi, stupri e torture, persino la Libia dimostra di essere più avanti dell’Italia nella difesa della legalità. La Procura generale della Libia ha infatti ordinato la custodia cautelare in carcere del generale Almasri, ex capo della sicurezza delle carceri di Tripoli, accusato di omicidio e violazioni dei diritti umani nei confronti di dieci detenuti. L’ex funzionario, già ricercato dalla Corte penale internazionale, è stato deferito al giudizio del tribunale libico. Mentre la Procura libica agisce contro chi si è macchiato di crimini contro l’umanità, il governo italiano — che si proclama ‘difensore dei valori occidentali’ — ha invece scelto di non consegnare alla corte penale internazionale un pericoloso criminale, tradendo le vittime e offendendo la memoria di chi ha sofferto sotto la violenza e l’abuso di potere. È un paradosso che oggi sia la Libia a dare lezioni di giustizia all’Italia. Il Governo Meloni deve vergognarsi”. Così una nota del capogruppo del Pd in commissione e giustizia della camera, Federico Gianassi.
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