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I Pooh raccontano il ritorno live e le due date in San Marco a Venezia

Video newsI Pooh raccontano il ritorno live e le due date in San Marco a Venezia

“Non ci si abitua all’emozione ogni concerto è a sé”

Venezia, 22 mar. (askanews) – “Amici x sempre” è più di un titolo, è il pilastro che da quasi 60 anni tiene insieme i Pooh. Inossidabili e pieni di energia sono pronti a tornare live a grande richiesta anche nel 2024 con oltre 20 date nelle location più suggestive d’Italia. In particolare il 5 e 6 luglio la band che ha fatto la storia della musica italiana suonerà per la prima volta nella magica Piazza San Marco di Venezia per due serate evento che si annunciano cariche di emozioni.”Diciamo che fortunatamente non ci si abitua perché addirittura ogni concerto è a sé, ogni concerto ha la propria emozione, certo. Se penso che faremo due concerti in piazza San Marco, a Venezia, è qualcosa di straordinario, è realizzare un sogno, un sogno di una vita, perché chi è che non ha mai sognato di suonare in un posto così storicamente importante, di una bellezza infinita”.Non è semplice scegliere la scaletta con un repertorio sconfinato che abbraccia tanti anni di carriera insieme. “Beh, la scaletta sarà mediamente quello che noi abbiamo proposto durante il 2023, ma siccome ci piace ancora tanto divertirsi sul palco, abbiamo pensato di inserire alcune novità, alcune sorprese, di cui non vi parlerò adesso, dovete venire a vedere il concerto. Perché era giusto così? Insomma, il fatto di salire sul palco con sempre qualche cosa di nuovo credo che sia stato nel corso di questi anni anche una delle caratteristiche della nostra maniera di suonare, di fare musiche, anche di avere successo credo”.”Le canzoni dei Pooh non fai il tempo a accennarle, che i mille, centomila che sono davanti a noi le cantano insieme a noi. Questa è una forma di miracolo”.Tra amici non poteva mancare il ricordo di Stefano D’Orazio. “Stefano manca, ma manca il suo sorriso, manca la sua presenza, manca il suo stimolare ad andare avanti in un certo modo, perché il suo è stato un certo modo di impostare questo mestiere e abbiamo fatto la differenza grazie anche a questo suo modo di pensare e quindi è impossibile che non manchi la sua presenza”.

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