lunedì, 12 Ottobre , 26

Il Financial Times: “Gli Stati Uniti minacciano di bloccare il sistema di approvvigionamento di armi all’Ucraina”

Con l'obiettivo di fare pressione su Kiev affinché interrompa i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche russe

L’accordo déjà-vu: quasi un mese fa Trump aveva annunciato la stessa tregua, invano

Il 14 settembre Trump annunciò l'accordo per un cessate il fuoco "energetico" tra Russia e Ucraina, provando a forzare la tregua ma senza risultati. Oggi, dopo l'accordo per la fornitura di gasolio con la Russia, il contesto potrebbe essere diverso

Almeno 139 migranti morti (di cui 15 bambini) su una barca capovolta al largo del Gibuti

Il naufragio risale alla notte tra l'8 e il 9 ottobre. Lo ha reso noto L’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Ci sono circa 84 dispersi. Sull'imbarcazione erano più di 300

Trump: “Russia e Ucraina hanno raggiunto una tregua energetica”

Il breve messaggio di Trump si limita ad affermare che il cessate il fuoco entra in vigore immediatamente e che entrambe le parti lo hanno concordato. "Non infrangetelo!"
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How to feed the planet, il trailer del documentario sul cibo

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Diretto da Francesco De Augustinis, uno sguardo diverso sul mondo

Milano, 8 apr. (askanews) – How to Feed the Planet, capitolo finale. Il documentario diretto da Francesco De Augustinis sarà presentato in anteprima il prossimo 11 aprile al Nuovo Cinema Aquila (Roma), durante il Festival delle Terre, la rassegna del documentario indipendente su agroecologia, ambiente e diritti organizzata dal Centro Internazionale Crocevia. Con questo lungometraggio, De Augustinis chiude il cerchio del progetto indipendente ONE EARTH, iniziato nel 2019: dopo aver affrontato, con i precedenti lavori, il tema della deforestazione tropicale, aver esplorato le conseguenze devastanti dell’aumento della produzione zootecnica e aver mostrato perché l’acquacoltura rappresenti una “finta soluzione” al problema della sovrapproduzione di carne, questo film cerca di dare una risposta alla domanda “Come nutrire il Pianeta?”, assicurando cibo a tutti, senza deforestare, distruggere ecosistemi e portare altre popolazioni alla rovina. La mistificazione della dieta mediterranea. Il film mette in discussione il concetto moderno di “dieta mediterranea”, grande baluardo dell’industria alimentare italiana che oggi è ridotto a uno strumento di marketing per promuovere esportazioni e influenzare normative europee, sostenendo interessi più economici che salutari e ambientali. È dal Cilento che comincia il viaggio del regista per risalire alle origini e al vero significato della dieta mediterranea, codificata dallo scienziato Ancel Keys nel secondo dopoguerra. Tutto è poi cambiato nel giro di pochi anni, quando la produzione industriale ha preso il sopravvento ed è aumentata esponenzialmente la produzione di carne e di pesce. Non tutto è perduto, però. In un viaggio che dal Cilento porta il pubblico fino a Boston, si mostra come i principi della dieta mediterranea originale siano alla base di un’altra dieta, diventata negli ultimi anni un punto di riferimento scientifico, che cerca di rispondere alla domanda delle domande e dà il titolo al documentario stesso. Dall’Ucraina al Congo: è guerra per le risorse alimentari. Il viaggio di How to Feed the Planet non è solo nel tempo, ma anche nello spazio. Dall’Ucraina al Congo, passando per l’Argentina, il regista mostra come alcuni tra i più grandi conflitti del nostro tempo non siano innescati per conquistare solo petrolio e terre rare, ma anche per accaparrarsi terreni e risorse alimentari. È il caso dell’Ucraina, diventata nel giro di pochi anni il “granaio d’Europa” o delle comunità rurali in Argentina, alle prese con l’avanzata dell’industria della soia. O ancora dei villaggi nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), dove gli interessi dell’agribusiness contribuiscono a compromettere la stabilità di un Paese che si ritrova ogni anno in vetta alle classifiche delle crisi alimentari globali. “Si pensa che la RDC sia un grande territorio selvatico per cui tutti pensano di venire per stabilirsi, prendendo della terra a loro piacimento. Le grandi multinazionali stanno venendo in RDC per accaparrarsi delle grandi superfici – afferma nel film Simplex Malembe, portavoce dell’associazione congolese di produttori agricoli CONAPAC – C’è un collegamento tra la guerra e la produzione agricola. Le risorse minerarie sono la base ma vediamo sempre più che anche le zone agricole più produttive sono motivo di conflitto”. Nuovo modello è scelta politica tra un futuro di pace e un futuro di guerra. “Il film ci mette di fronte a una scelta da cui non possiamo scappare, che è poi la scelta della nostra epoca – dice Francesco De Augustinis – Possiamo continuare a consumare un numero eccessivo di risorse, il che oggi significa legittimare un sistema basato sullo sfruttamento, sulla distruzione e sulla sopraffazione, ma domani significherà assistere a un numero sempre maggiore di conflitti per l’accaparramento di queste risorse agricole, alimentari e idriche. Oppure – prosegue il regista – possiamo riconoscere cosa non ha funzionato nel sistema che abbiamo costruito negli ultimi decenni e rimboccarci le maniche per correggere il tiro. È necessario costruire un nuovo modello basato su un uso sapiente, etico, equo e davvero sostenibile delle risorse. Questa è una scelta politica che siamo chiamati a fare oggi per decidere tra un futuro di pace e prosperità o un futuro di guerre”.

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