lunedì, 12 Ottobre , 26

Il Financial Times: “Gli Stati Uniti minacciano di bloccare il sistema di approvvigionamento di armi all’Ucraina”

Con l'obiettivo di fare pressione su Kiev affinché interrompa i suoi attacchi contro le infrastrutture energetiche russe

L’accordo déjà-vu: quasi un mese fa Trump aveva annunciato la stessa tregua, invano

Il 14 settembre Trump annunciò l'accordo per un cessate il fuoco "energetico" tra Russia e Ucraina, provando a forzare la tregua ma senza risultati. Oggi, dopo l'accordo per la fornitura di gasolio con la Russia, il contesto potrebbe essere diverso

Almeno 139 migranti morti (di cui 15 bambini) su una barca capovolta al largo del Gibuti

Il naufragio risale alla notte tra l'8 e il 9 ottobre. Lo ha reso noto L’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Ci sono circa 84 dispersi. Sull'imbarcazione erano più di 300

Trump: “Russia e Ucraina hanno raggiunto una tregua energetica”

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FOTO | Corso per militari, l’appello del Cua da Bologna: “No alla militarizzazione dilagante”

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BOLOGNA – Un appello pubblico degli studenti dell’Alma Mater contro il tentativo di “militarizzare” le Università e ogni accordo che le leghi alle istituzioni militari. Lo lancia il Collettivo autonomo studentesco di Bologna, che questa mattina ha convocato una conferenza stampa sul corso universitario ad hoc per i militari, non concesso dall’Università di Bologna e che ha generato una polemica arrivata fino al Governo, con la stessa premier Giorgia Meloni che ha criticato la decisione dell’Ateneo.”Le pressioni a cui abbiamo assistito in questi giorni da parte non solo di esponenti della destra cittadina, ma anche proprio di tutto il Consiglio dei ministri che in coro ha fatto pressioni per l’approvazione di questo corso- spiega Anna del collettivo- ci restituiscono un clima generale che da tanto denunciamo e che da tanto tempo ci porta nelle strade: quello di una militarizzazione crescente non solo nelle nostre Università, ma di tutta la società”.

Ad esempio, con “presenza militare in contesti urbani, accordi di ricerca con enti militari e pratiche come l’alternanza scuola-lavoro con soggetti che ‘producono guerra’”, senza dimenticare “esponenti politici che farneticano di nuove di di inserimento della leva”, e la ministra Bernini “che si fa garante del fatto che si possano fare accordi tra la Difesa e le Università”. Per questo gli attivisti lanciano un appello aperto “a tutta la città”, oltre che al popolo universitario (docenti, studenti personale tecnico-amministrativo) per “opporci collettivamente a questo processo di militarizzazione”, lanciando anche un’assemblea di Ateneo per il prossimo 9 dicembre.

“LE UNIVERSITÀ NON DIVENTINO AVAMPOSTI MILITARI”

Il collettivo, intervenuto in via Zamboni davanti al Rettorato, ha poi ricostruito l’origine della mobilitazione, che non nasce solo dalle polemiche di questi giorni. “Circa a metà ottobre, il Dipartimento di Filosofia ha iniziato a pensare di collaborare con l’Accademia Militare di Modena per far approvare un curriculum in Filosofia per soli cadetti dell’Accademia”, ricostruisce Giulia. Proposta che il collettivo definì subito “intollerabile e inaccettabile”, tanto più che è stata lanciata “nel pieno delle mobilitazioni che hanno animato la zona universitaria per la Palestina libera, contro il genocidio ma anche contro l’economia di guerra e le politiche belliciste”, e che ha generato mobilitazioni per dire “no” a questa proposta, “no al fatto che le nostre Università possano diventare degli avamposti militari o laboratori di addestramento mascherati a laboratori di alta formazione”, portando a stopparne l’iter burocratico “prima ancora che si potesse discutere”. Il Governo poi, con le dichiarazioni di questi giorni, “tira fuori il diritto allo studio solo per giustificare la creazione di curriculum che propongono una militarizzazione dentro le Università, e intanto fa spallucce alle nostre richieste di welfare all’interno dell’Università, di reale diritto allo studio e alla casa”, attacca ancora Anna. Per questo “è stato semplicissimo capire in quale direzione bisognava andare”. Il presidio si è concluso con l’invito a partecipare all’Assemblea di Ateneo martedì 9 dicembre alle 19 in via Zamboni 38, con la promessa di proseguire la mobilitazione. “Non siamo disposte ad abbassare la testa”, hanno ribadito le studentesse, annunciando che la campagna proseguirà con iniziative pubbliche e raccolta firme, e auspicando che la mobilitazione si estenda “a tutti gli Atenei d’Italia” per “uno stop della militarizzazione in toto”.
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