BOLOGNA – Per la Corte europea dei diritti umani (Cedu) il trattamento subito da Riccardo Magherini non era necessario. Ed è per questo che, nel gennaio di quest’anno, ha condannato l’Italia per la morte dell’ex calciatore di 39 anni, che perse la vita nella notte del 3 marzo 2014 in Borgo San Frediano, Firenze, mentre era a terra immobilizzato dai Carabinieri. Un caso che ricorda molto da vicino quanto successo a Bologna nella mattinata di ieri 19 luglio, dove il 42enne Abderrahim Fakir si è sentito male ed è andato in arresto cardiaco mentre era tenuto immobilizzato a terra, faccia in giù, da due agenti di Polizia. Per i giudici della Corte europea, che pure non sono entrati nel merito della vicenda penale (i quattro carabinieri al termine del processo sono stati assolti e i giudici della Cedu hanno scritto che non intendevano “mettere in discussione le decisioni dei tribunali italiani”), nel condannare l’Italia hanno scritto molto chiaramente che Magherini non doveva essere tenuto in quelle condizioni di restrizione fisica. Il 39enne venne ammanettato e rimase mantenuto in posizione prona per 15-20 minuti, anche dopo che aveva dato segnali di aver perso coscienza. Un comportamento che la Corte europeo di Strasburgo ha ritenuto non giustificato: non c’era “l’assoluta necessità”, hanno scritto i giudici.
COME ANDARONO I FATTI
Riccardo Magherini quando morì aveva 39 anni e un bambino di due anni. Fu bloccato dai carabinieri mentre, sotto l’effetto di cocaina e in preda ad un attacco di panico e allucinazioni, era convinto di essere inseguito da qualcuno che voleva ucciderlo. Era sceso in fretta e furia da un taxi che lo stava riportando a casa e si era messo a gridare per strada: “Aiuto! Aiuto! Sto morendo!“. Alcuni residenti sentendo le urla chiamarono i Carabinieri. Magherini venne bloccato dai carabinieri e ammanettato a terra, poi era rimasto a pancia in giù e a torso nudo per almeno un quarto d’ora, forse 20 minuti. Per un certo tempo un militare gli è stato sopra a cavalcioni, forse gli venne anche schiacciato il torace con un ginocchio. Magherini invocava aiuto: “Vi prego, ho un figlio“. Dopo diversi minuti arrivò un’ambulanza, poi ne arrivò una seconda, ma ormai era troppo tardi. L’ex calciatore fu trasportato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove alle 2.45 ne venne constatato il decesso.In alcuni video girati dai residenti si sentivano le grida disperate di Riccardo che continuava a chiedere aiuto, pur già ammanettato e immobilizzato. La Corte europea, con una sentenza storica di alcuni mesi fa (e che ora potrebbe essere un importante precedente), ha detto che tutto ciò non era necessario. E che per la sua morte è responsabile lo Stato italiano. La sentenza faceva riferimento anche alla formazione delle forze dell’ordine sulle tecniche di immobilizzazione e alle linee guida in vigore in Italia, all’epoca, per mettere le persone in posizione prona con il minimo rischio per la salute e la vita.
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