ROMA – “Un documento come il National Security Strategy – The White House può e deve interessare anche i sindacati militari e deve portare a delle scelte irrinunciabili sull’organizzazione delle Forze Armate italiane rispetto ad uno scenario internazionale con cambiamenti cosi radicali”. Lo sostiene in un comunicato stampa Antonello Arabia, generale in ausiliaria e Presidente del Sindacato Unico dei Militari che si domanda che effetti avrà sulle Forze Armate italiane il concetto strategico espresso in questo manifesto e la risposta dell’Europa.
“Di fronte a questi scenari di cambiamenti epocali, come si colloca il futuro delle nostre Forze Armate e del nostro personale. Concordiamo con la necessità espressa in più sedi di dotarsi di strumenti militari sempre più tecnologicamente avanzati ed efficienti. L’invecchiamento del nostro Esercito è un fattore che non facilità il raggiungimento di tali obiettivi ed ecco che bisogna pensare seriamente a un ringiovanimento senza penalizzazioni o rottamazione dei più anziani. Abbiamo necessità di forme di reclutamento appetibili e non penalizzanti della dignità dei nostri giovani, che prevedano la revisione radicale delle norme relative allo stato giuridico e al trattamento economico dei nostri volontari in ferma temporanea. L’elaborazione di strumenti che consentano una qualità della vita dei nostri colleghi in servizio permanente e delle loro famiglie commisurato al sacrificio richiesto, attraverso una politica alloggiativa e di impiego equa, trasparente e meritocratica. La creazione di istituti strutturati per il trattamento pensionistico del personale militare che si accinge a lasciare il servizio o si troverà a doverlo lasciare anche in anticipo all’attuale limite d’età. A questo punto la previdenza dedicata è un istituto superato”. Di tutto questo, ecco l’appello di Arabia, ai colleghi sindacalisti rappresentativi ci si dovrà confrontare “con il Presidente del Consiglio domani 9 dicembre a Palazzo Chigi”.
“Tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali si sono concentrate sulla posizione espressa dal National Security Strategy of the U.S.A. – edizione novembre 2025 (NSS 25), sulle non poco lusinghiere parole espresse nel documento nei confronti dell’Europa e dell’Unione Europea. Ma il documento dice tante altre cose- spiega Arabia- gravitando su quello che gli USA considerano lo scenario di scontro economico e non solo, per il loro futuro egemonico rappresentato dall’Indo-Pacifico e il competitor internazionale rappresentato dalla Cina. E’ un documento che tende a glorificare la figura del nuovo POTUS che si auto ricorda di avere in 8 mesi pacificato 8 aree di conflitto: India e Pakistan, Cambogia e Thailandia, Israele e Iran, Egitto e Etiopia, Armenia e Azerbaijan e portato la pace a Gaza e per questi brillanti risultati sembrerebbe che abbia ricevuto un preziosissimo premio dalla UEFA. E’ un documento politico strategico che definisce, in modo unitario e coerente, la visione strategica di lungo termine relativa alla sicurezza nazionale e di coordinare le differenti componenti (difesa, diplomazia, economia, intelligence, etc.). Viene trasmesso dal Presidente al Congresso, per le relative risorse per attuarlo. E’la comunicazione verso l’esterno della la visione strategica dell’amministrazione compresi alleati o governi terzi, oltre che verso l’opinione pubblica nazionale interessata a capire le priorità della politica estera e di sicurezza. A questo dovrebbero far seguito dei documenti tecnici come la National Military Strategy (NMS) o la National Defense Strategy (NDS). In ambito nazionale, a meno della stesura dei vari Libri Bianchi, nulla è stato mai fatto in tal senso. Non esiste alcun documento ufficiale a livello politico strategico che stabilisca quali siano gli interessi nazionali e il Livello di Ambizione (LoA) del nostro Paese. Mutuando da quanto avviene in ambito NATO, non abbiamo al momento un Concetto Strategico approvato dalla Presidenza del Consiglio da cui discende una Direttiva Politica (Political Guidance) che disciplini di cosa il Paese deve dotarsi per far fronte alle minacce di varia natura”, la denuncia del presidente del SUM.
“Nel documento trumpiano il richiamo al POTUS è riportato ben 15 volte nelle varie pagine. Analogo risultato non si riscontra dalla lettura del documento del 2022, dove non vi era alcuna personificazione della strategia nazionale. Nel voler mantenere il controllo dell’Emisfero Occidentale, viene consacrato il corollario trumpiano della Dottrina Monroe, con Paesi dell’area che cooperino contro il narco traffico o le organizzazioni criminali transazionali.Per quanto riguarda l’Asia, l’obiettivo è vincere il futuro economico e prevenire il confronto militare con la Cina, riaffermando la volontà di difendere l’autonomia e l’indipendenza di Taiwan. Ma per svolgere il controllo dell’area in chiave anticinese è richiesto un incremento della spesa per capacità militari (magari americane) da parte di Giappone e Corea del Sud. Passando poi all’esame dell’area regionale europea, viene detto senza mezzi termini che i maggiori problemi di un Europa a rischio di cancellazione di civiltà sono dovuti alle attività dell’Unione Europea che minano la libertà politica e la sovranità dei singoli Stati. Politiche migratorie- denuncia ancora il Generale Arabia- che stanno trasformando il continente e conflitti e censure della libera espressione e la soppressione delle opposizioni politiche. Tutti questi fattori, insieme al calo delle nascite porterà a un’Europa irriconoscibile nell’arco di 20 anni. Sono gli Stati Uniti con la loro diplomazia che devono mitigare il rischio di un conflitto tra Europa e Russia.Per questo in Europa, tra l’altro dovrà: finire la percezione che la NATO sia un’alleanza in continua espansione; si dovrà accettare che gli Stati nazionali si facciano carico della loro difesa; si dovranno aprire i mercati a beni e servizi americani per il benessere dei lavoratori e del business americano.Insomma una conferma dello slogan American First”.
Domanda Arabia: “Ma può l’Europa rispondere a queste affermazioni con il solo riarmo? Possiamo cancellare più di 80 anni di sforzi per la Cooperazione di Sicurezza che ha visto l’Europa eccellere e porsi sempre come valido negoziatore (peccando negli ultimi accordi di Minsk). Può l’Europa, per esempio in maniera provocatoria, richiedere (come previsto dall’articolo 12 del North Atlantic Treaty) la rinegoziazione del Trattato Atlantico, atteso che la stessa NSS25 riporta che in ambito NATO potrebbero entrare anche altri attori non necessariamente europei”.Dei temi cruciali per il futuro delle Forze Armate, che discendono anche da un documento di questa portata, secondo Arabia, si deve parlare “al Governo il 9 dicembre prossimo e non accontentarsi delle promesse dell’aumento di 100 euro in buste paghe già erose dall’inflazione o dal pendolarismo giornaliero dovuto a politiche alloggiative insufficienti e gravitanti verso un’unica categoria. A situazioni di stravolgimenti epocali, servono scelte coraggiose e decise. Ai nostri colleghi che parteciperanno all’incontro di domani 9 dicembre, l’arduo compito di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e parlare a viso aperto ai decisori politici”.
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