ROMA – La crisi umanitaria a Cuba non fa che peggiorare: a dare l’allarme è Volker Turk, direttore dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, secondo cui l’embargo energetico imposto dagli Stati Uniti a gennaio sta determinando una grave carenza di farmaci e cure, oltre a ostacolare i sistemi produttivi. Così, la mortalità infantile è raddoppiata, raggiungendo i 9,9 decessi su mille nascite. Inoltre, i tassi di sopravvivenza al cancro infantile sono scesi dall’85% al 65%, mentre i farmaci essenziali sono disponibili solo al 30% circa rispetto ai livelli precedenti.
“I bambini stanno morendo perché i medici non hanno accesso a forniture mediche e farmaci essenziali”, ha avvertito ancora il responsabile, che ha inoltre denunciato gli effetti delle nuove sanzioni che gli Stati Uniti hanno applicato sul Paese il mese scorso, con portata extraterritoriale, rivolte a commercianti, compagnie assicurative, compagnie di navigazione e istituzioni finanziarie.Tutte queste restrizioni stanno limitando cibo, acqua e accesso alle cure, come ha detto ancora il direttore dell’Alto commissariato per i diritti.
Una situazione che non solo si stima farà crollare la produzione alimentare del 60%, ma ostacola anche l’accesso agli aiuti umanitari perché, “restie ad assumersi rischi, stanno imponendo restrizioni che vanno oltre i requisiti di legge, interrompendo le catene di approvvigionamento e ritardando gli acquisti”. Inoltre “la sospensione dei servizi da parte delle principali compagnie di navigazione ha già colpito oltre 2.900 tonnellate di merci destinate ad aiuti umanitari”.Pertanto, Cuba si trova ad affrontare un isolamento crescente dato dalla partenza delle aziende, la riduzione dei voli e il progressivo scollegamento del Paese dai sistemi di pagamento internazionali. Per Turk, le sanzioni degli Stati Uniti “producono effetti ampi, indiscriminati e gravi sulle popolazioni e sono incompatibili con i principi fondamentali del diritto internazionale in materia di diritti umani”.
In questo quadro, l’alto commissario Turk ha rivolto un appello alle imprese a “evitare un disimpegno generalizzato”, nonché al governo di L’Avana a “esercitare moderazione, rispettare le libertà civili e rilasciare tutte le persone detenute arbitrariamente”.L’amministrazione Trump sta imponendo questa politica su Cuba per costringere l’attuale esecutivo a dimettersi. Migliaia di cubani sono scesi in strada per protestare: al di là dell’affiliazione politica, i cubani chiedono il rispetto dei loro diritti, a partire da quello alla vita. Per denunciare questa crisi, un camper della campagna internazionale Let Cuba Breath farà il tour dell’Europa dal 9 al 30 giugno. L’obiettivo, toccando città come Roma, Parigi, Berlino e Bruxelles, è anche chiedere all’Unione europea di ignorare le sanzioni statunitensi, rivendicando la propria sovranità economica e commerciale verso Cuba.
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