ROMA – “Claudio Borghi, il mio omonimo politico, ha detto cose discutibili contro l’Oms”.
Così il professor Claudio Borghi, primario di Medicina Interna dell’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna e componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto superiore di Sanità (ISS), interpellato dalla Dire in merito alla decisione della Lega di depositare un disegno di legge al Senato per lo stop all’adesione dell’Italia all’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla scia del neopresidente americano, Donald Trump, che ha deciso il ritiro degli Stati Uniti dall’Oms.
Il ddl è stato presentato nei giorni scorsi dal senatore leghista Claudio Borghi (omonimo del professore del Sant’Orsola), insieme al collega di partito, il deputato Alberto Bagnai, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio.
Ma cosa pensa del Ddl presentato dalla Lega?
“Non mi permetterei di entrare nel merito dell’ideologia politica- risponde il professor Borghi alla Dire- ma penso che chiunque proponesse di uscire da un organismo come l’Organizzazione Mondiale della Sanità probabilmente farebbe una cosa molto sbagliata. Dal punto di vista medico è impensabile non avere un organismo di controllo che, in qualche modo, dia una visione di come i fatti si svolgono nel mondo”.
Mentre in passato la medicina era “totalmente concentrata o prevalentemente concentrata sui Paesi più sviluppati e quindi economicamente più solidi- prosegue il componente dell’ISS- oggi una fetta rilevantissima della popolazione (e anche una quota non irrilevante della patologia che noi trattiamo) si colloca invece nei Paesi a basso tenore economico, soprattutto Asia, Africa subsahariana e America Latina. Faccio un esempio che riguarda l’ipertensione, il settore di cui prevalentemente mi occupo: le ipertensioni nel mondo sono circa un miliardo e mezzo, di queste un miliardo e duecento milioni sono nei tre continenti che ho citato, quindi è davvero difficile immaginare che noi possiamo, in maniera autarchica, decidere che lo standard di riferimento sia quello che riguarda una minoranza della popolazione, dimenticandoci di quello che avviene nel resto del mondo, dove alcune patologie sono maggioritarie”.
“RUOLO FONDAMENTALE”
Per questo Borghi crede che l’Organizzazione Mondiale della Sanità svolga un’azione “assolutamente fondamentale, perché aumenta il livello di conoscenza sanitaria a livello planetario e organizza programmi con soluzioni efficaci in grado di arrivare anche alle popolazioni che stanno evolvendo, altrimenti- sottolinea l’esperto- avremmo un mondo che dal punto di vista sanitario andrà sempre a 10 velocità diverse e sarà sempre più probabile che dai Paesi nei quali la velocità di movimento è inferiore possano poi emergere pandemie come quella che abbiamo attraversato”.
La Lega, però, accusa l’OMS di aver gestito in modo ‘schizofrenico’ la pandemia da Covid-19 e la sua proposta si inserisce in un clima di crescente sfiducia verso le istituzioni internazionali. L’Organizzazione ha compiuto degli errori?
“Gli errori sono stati compiuti durante il Covid- risponde ancora il professor Borghi alla Dire- perché noi non sapevamo con cosa avevamo a che fare, quindi in realtà non abbiamo commesso degli errori ma abbiamo cercato di trovare delle soluzioni, avendo a disposizione un numero di informazioni utili molto contenuto. Siamo andati per imitazione e abbiamo cercato di capire se nella pandemia ci fosse qualcosa che somigliasse ad esperienze del passato e che quindi potesse essere utile per cercare di trovare soluzioni. Gli errori si possono compiere in qualsiasi disciplina, compresa la medicina. Nel caso del Covid-19 la ricerca ha tentato delle soluzioni avendo a disposizione pochi elementi per poterle trovare, cercando allo stesso tempo di uscirne nel modo più rapido possibile. Non credo che nessuno abbia fatto errori nel senso stretto della parola. In molte situazioni ci si è mossi per tentativi, è come se io vengo richiuso in una stanza buia e devo uscire: non so in che direzione andare, metto avanti le mani e cerco di muovermi, sperando che sia la direzione giusta”.
Per alcuni l’OMS ha preso il Covid sotto gamba…
“Non possiamo dire questo, ma possiamo dire che nella fase iniziale si è immaginato che il processo si potesse estinguere- ribatte il professore- dalla Cina arrivavano poche notizie e si pensava che questa modalità di informazione, solo parziale, corrispondesse ad una situazione dominabile dal punto di vista epidemiologico e circoscritta alla Cina o a poche aree limitrofe. Peraltro c’erano state anche esperienze precedenti di Coronavirus, forse ancora più virulente, che si erano autocircoscritte. Ma una volta compresa la portata del fenomeno, nessuno lo ha sottovalutato”.
‘Recuperare la sovranità nazionale’ è un altro degli obiettivi del ddl presentato dalla Lega: ‘Non abbiamo bisogno dell’OMS perché in Italia c’è l’Istituto Superiore di Sanità’, ha detto intanto Luigi Icardi, suo collega nel Cda dell’ISS. Che ne pensa?
“Noi abbiamo l’ISS che fa ricerche e che in qualche modo ci protegge- risponde il professor Borghi alla Dire- ma non tutti i Paesi hanno un Istituto Superiore di Sanità, per cui non possiamo ragionare sempre e solo in termini egoistici. Se no noi ci richiudessimo in casa nostra, saremmo fortissimi, perché abbiamo denaro, abbiamo conoscenza, siamo tra i primi Paesi al mondo nella ricerca: cosa ce ne importa? Ma non è quello il modo di affrontare la medicina in modo solidale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, invece, risponde alle esigenze e alle necessità di moltissimi Paesi nel mondo che non hanno istituzioni sanitarie che li proteggano. Ma non solo: questi stessi Paesi, in qualsiasi momento, potrebbero diventare una sorgente di minaccia anche per tutte quelle Nazioni che hanno un Istituto Superiore di Sanità o altri organismi simili. Nel momento in cui sosteniamo una Organizzazione che ha sorgenti di informazioni trasversali, a livello planetario, sosteniamo indirettamente anche un certo grado di protezione nei nostri confronti”. In conclusione, un coordinamento della sanità mondiale, che “sia l’OMS oppure un altro organismo, è necessario”, conclude il professor Borghi.
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