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Arillo in Terrabianca porta sul mercato “Chianti Classico Sacello 2023″

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Milano, 21 apr. (askanews) – Arillo in Terrabianca ha portato sul mercato italiano e internazionale il “Chianti Classico Docg Sacello 2023”, Sangiovese in purezza prodotto in circa 20mila bottiglie nella Tenuta della famiglia Burkard, a San Fedele a Paterno, nel Comune di Radda in Chianti (Siena). Il vino nasce nella parte meridionale dell’Unità geografica aggiuntiva (Uga) di Radda, in una delle aree più boscose del Chianti Classico, dove le vigne formano un anfiteatro di filari esposto a sud e circondato da lecci e querce secolari, su suoli ricchi di scheletro.

Il vigneto risale il crinale fino a 470 metri sul livello del mare. I suoli, composti da roccia alberese e argille scistose, rappresentano uno degli elementi centrali nella lettura territoriale di questo Sangiovese, che la Cantina lega alla freschezza e alla componente minerale del vino.

L’annata 2023 ha richiesto un lavoro di selezione più severo rispetto a vendemmie più lineari. L’umidità e la distribuzione irregolare delle piogge hanno imposto attenzione costante in vigna e interventi puntuali nella scelta delle uve. La riduzione delle rese è stata una conseguenza diretta di questo lavoro, orientato a portare in vinificazione solo i grappoli ritenuti più idonei. “È stata un’annata che ha premiato la dedizione, dando vita a un Sangiovese espressivo, elegante e armonioso, testimone di un territorio capace di trasformare le sfide in qualità” ha dichiarato Adriana Burkard, che guida l’azienda assieme al marito Urs.

Il nuovo rosso fermenta in acciaio a temperatura controllata e affina in cemento per un periodo compreso tra sei e otto mesi. Seguono altri sei mesi in bottiglia prima dell’uscita sul mercato. L’impostazione produttiva punta a conservare il profilo del Sangiovese senza interferenze aromatiche del legno, lasciando al vino una linea essenziale e riconoscibile.

Arillo in Terrabianca sviluppa il proprio progetto vitivinicolo su tre magnifici territori toscani, Chianti Classico, Maremma e Val d’Orcia, riuniti dalla proprietà nel concetto di “teorema toscano”. “Solo rispettando noi stessi e l’ambiente – hanno affermato i coniugi Burkard – possiamo creare prodotti autentici e dare vita a visioni capaci di durare nel tempo”.

La Tenuta di Radda in Chianti resta il centro del progetto legato al Chianti Classico. Nel 2027 l’azienda inaugurerà una cantina ammiraglia firmata da Mario Botta, insieme con uno spazio dedicato alla ristorazione, una galleria d’arte e un progetto di ospitalità esperienziale pensato per collegare vino, paesaggio e cultura del territorio.

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