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“Aree industriali e consorzi strategici nella transizione energetica”

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Antonio Visconti, presidente Ficei: “L’indipendenza dalle fonti fossili ha valore economico e geopolitico irrinunciabile”

«La transizione energetica, l’indipendenza dalle fonti fossili e la sostenibilità ambientale sono le prossime sfide che il nostro Paese è chiamato ad affrontare. Sfide a cui classe politica e imprenditoriale non possono sottrarsi. Serve lavorare tutti insieme, nella stessa direzione, affinché nel prossimo futuro l’Italia sia in prima linea in questa rivoluzione epocale».

Antonio Visconti, presidente di Ficei e numero uno dell’Asi di Salerno, non lascia spazio a indugi nel corso del “Forum nazionale sostenibilità e sviluppo aree industriali”, a cui hanno partecipato tra gli altri il viceministro Vannia Gava, il vicepresidente di Confindustria Vito Grassi, il senatore Gianluca Cantalamessa, i deputati Michele Gubitosa e Piero De Luca, e il presidente Svimez Adriano Giannola.

Durante la due giorni si è discusso non solo di transizione ecologica e del ruolo delle aree industriali e dei consorzi, ma anche di come la politica debba aiutare il Paese a raggiungere l’impegnativo traguardo della neutralità climatica nel 2050.

Un traguardo che può, e deve, raggiungere non solo da un punto di vista puramente ideologico. In questo senso l’esperienza delle Asi possono giocare un ruolo fondamentale. «Le aree produttive rappresentano non solo il fulcro dell’industria italiana ma anche il teatro di una possibile rinascita ecologica ed economica» spiega Visconti.

«Le industrie operano all’interno di contesti altamente specifici. È qui che emerge il ruolo cruciale delle Asi, enti di governo locali, chiamati a contribuire con idee innovative e progetti concreti. Questi interventi vanno dal garantire un corretto smaltimento dei rifiuti al favorire l’indipendenza energetica attraverso l’installazione di sistemi di produzione da fonti rinnovabili».

Durante l’evento è stata ufficializzata anche «la collaborazione con l’Osservatorio ESG dell’Università La Sapienza di Roma, che mira a introdurre criteri di valutazione che tengano conto dell’impatto ambientale, sociale e di governance delle organizzazioni, sottolineando l’importanza di un bilancio di sostenibilità che vada oltre il mero profitto finanziario».

In questo contesto è stato citato il case study di Buccino, in provincia di Salerno, che offre uno spaccato emblematico di come l’innovazione e la resilienza possano trasformare una crisi in opportunità.

Visconti entra nel dettaglio: «Un’azienda, precedentemente dipendente dal gas estero, ha rivisto il proprio approvvigionamento energetico, dopo lo scoppio della guerra tra Ucraina e Russia, scegliendo una tecnologia di accumulo realizzata da un’industria che era a pochi metri dal proprio stabilimento che neanche conosceva.

Le due imprese sono state messe in contatto da Enel X, quindi da un soggetto nazionale che stava seguendo il progetto di riconversione energetica, e hanno creato questa interconnessione. Dimostrazione pratica di come l’indipendenza energetica possa garantire una maggiore stabilità economica e un minor impatto delle fluttuazioni dei prezzi del gas sul bilancio aziendale.

Questo esempio virtuoso evidenzia il potenziale dei sistemi di accumulo energetico e pone l’Italia di fronte alla possibilità di assumere un ruolo di leader nella transizione energetica globale».

La transizione energetica rappresenta per l’Italia non solo una necessità ambientale ma anche un’occasione di sviluppo industriale senza precedenti. «Il Paese – sottolinea ancora il numero uno di Ficei – ha l’opportunità di ridurre la propria dipendenza dalle fonti fossili, stimolando al contempo la nascita di nuovi settori produttivi e competenze.

I consorzi delle Aree di Sviluppo Industriale (Asi) assumono un ruolo chiave, fungendo da collante tra le diverse realtà aziendali e coordinando le iniziative per una transizione energetica efficiente. La capacità di adeguare i regolamenti urbanistici ed edilizi, oltre alla gestione delle infrastrutture energetiche, sono esempi concreti di come questi enti possano supportare le imprese nel percorso verso l’autosufficienza energetica».

La transizione energetica non è soltanto un imperativo ecologico ma un’opportunità di rilancio economico per l’Italia. Per il presidente della Federazione le «sfide sono molteplici, ma le soluzioni proposte rappresentano un modello replicabile di sviluppo sostenibile che pone le basi per un nuovo paradigma industriale.

L’esempio di Buccino dimostra come, attraverso l’innovazione tecnologica e la collaborazione tra enti pubblici e privati, sia possibile superare le barriere strutturali e creare un sistema produttivo resiliente, competitivo e rispettoso dell’ambiente».

La strada è tracciata: l’Italia ha tutte le carte in regola per guidare la transizione verso un futuro energetico pulito e sostenibile.

L’articolo “Aree industriali e consorzi strategici nella transizione energetica” proviene da Notiziedi.it.

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