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Al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno un nuovo metodo per individuare lesioni al seno

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ROMA – Il Savi Scout, un ‘mini-gps’ ad onde radar impiantato nella sede di un nodulo mammario, che guida il chirurgo nell’individuare e asportare lesioni tumorali non palpabili: è l’innovativa tecnologia introdotta, tra i primi in Italia, dall’Unità Operativa di Senologia del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno (Caserta) diretta dal dott. Nicola Pedana.

“Grazie alla diagnosi precoce del tumore al seno, il numero delle lesioni di dimensioni minori al centimetro, e dunque non palpabili, è di molto aumentato – spiega Pedana – e questo dispositivo è un fondamentale aiuto nell’applicazione delle moderne tecniche di chirurgia oncoplastica della mammella. Varie le sue indicazioni: lesioni molto piccole, visibili esclusivamente agli esami radiologici, lesioni di maggiori dimensioni ma in mammelle grandi e molto dense, o persino in pazienti sottoposte in prima battuta a chemioterapia neoadiuvante, dopo la quale la lesione è quasi del tutto scomparsa. Può essere usato anche per i linfonodi ascellari, se ritenuti sospetti per localizzazione di metastasi. Quando dovrà operare – continua Pedana – il chirurgo sarà guidato in tempo reale e con massima precisione alla lesione, e potrà pertanto ridurre la dimensione dell’incisione e del tessuto sano asportato, benefici di rilevante importanza per la paziente, garantendo una cicatrice discreta e meno evidente”.

La clip, di dimensioni inferiori al centimetro, si posiziona preoperatoriamente, durante la biopsia del nodulo sospetto e dalla stessa breccia dell’ago bioptico. In tal modo, le pazienti potranno recarsi in ospedale una sola volta, sia per la biopsia che per l’impianto della clip. Le onde elettromagnetiche non radioattive a infrarossi (IR) emesse dalla clip vengono captate in sala operatoria da una console che fornisce al chirurgo un feedback visivo e uditivo in tempo reale, e con precisione millimetrica. L’adozione di questo dispositivo di ultimissima generazione, insieme a quelle ancora innovative in uso già da un paio d’anni, come il verde indocianina per l’identificazione del linfonodo sentinella – conferma il Pineta Grande Hospital un’eccellenza del territorio, che si avvale di tecnologie sempre più all’avanguardia nel trattamento delle patologie oncologiche.
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