A 11 anni dalla rivoluzione tunisina, dalla polizia lacrimogeni e idranti sui manifestanti in piazza

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ROMA – La polizia tunisina ha impiegato gas lacrimogeni e idranti per impedire a dei manifestanti di raggiungere viale Mohamed V, una delle arterie centrali della capitale Tunisi. Lo riferiscono media locali tra i quali il portale Meshkal, che sulla propria pagina Twitter ha rilanciato diversi filmati delle tensioni. Le proteste non erano state autorizzate nell’ottica, almeno a livello di comunicazioni ufficiali, di limitare il contagio da Covid-19. I cortei sono stati convocati dal partito di opposizione Ennahda e dall’organizzazione Citoyens contre le coup d’Etat, “cittadini contro il colpo di Stato”, in occasione dell’undicesimo anniversario della rivolta popolare che nel 2011 portò alla fine del ventennale governo dell’allora presidente Zine Abidine Ben Ali.

La mobilitazione è stata indetta anche per protestare contro le misure eccezionali imposte dal presidente della repubblica Kaies Saied a partire dallo scorso luglio. In quell’occasione il capo dello Stato aveva congelato le attività del parlamento, che rimangono sospese ancora oggi, e aveva sciolto il governo. Un nuovo esecutivo è stato nominato da Saied a ottobre. Il presidente ha inoltre annunciato per l’anno in corso un referendum costituzionale e nuove elezioni, da organizzare entro dicembre. Stando a quanto riferisce Meshkal, oggi è stato organizzato anche un corteo a favore delle misure imposte da Saied. In un video rilanciato dalla testata dimostranti di opposta fazione si sarebbero anche brevemente confrontati davanti la sede della banca nazionale. In un comunicato inviato all’Agenzia nazionale tunisina (Tap) Abdel Hamid Jelassi, ex presidente di Ennadha, formazione che aveva la maggioranza in parlamento prima della dichiarazione dello stato di emergenza, ha denunciato che le misure di contrasto alla pandemia sono solo una scusa per impedire le proteste da parte della “dittatura” di Saied.
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